La campagna referendaria sui temi della giustizia volge al termine. Adesso la parola passa ai cittadini, o, più precisamente ai cittadini che sono stati messi a conoscenza del fatto che il 12 giugno si voterà per un referendum.
La precisazione, come si dice, è d’obbligo, perché se vi è un fatto conclamato e inoppugnabile, certificato qualche giorno fa dalla stessa Autorità per le comunicazioni, è che di questo referendum si è parlato poco o nulla sui mezzi di informazione e in particolare sui mezzi del servizio pubblico.
Si è parlato poco del fatto (meno dell’1 per cento dei tempi dedicati a informazione e approfondimento) e si è parlato ancora meno del merito.
Prepariamoci dunque ad aggiungere all’astensionismo strutturale (oggi in Italia almeno il 30 % degli elettori non vota per alcun tipo di elezione, compresa quella per il Parlamento della Repubblica, a prescindere dunque dal merito) l’astensionismo per disinformazione o per mancata informazione.
Pubblicato il 11/06/2022 alle 00:00
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