AGIPRONEWS. Caso Stanleybet, la società: “Nessun provvedimento di sequestro dei centri, violati i diritti della difesa”. Come ha preso il via l’inchiesta e il ruolo di Adm (1)
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AGIPRONEWS. Caso Stanleybet, la società: “Nessun provvedimento di sequestro dei centri, violati i diritti della difesa”. Come ha preso il via l’inchiesta e il ruolo di Adm (1)

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Attualità e Politica 07/11/2022 | 10:40

Caso Stanleybet, la società: “Nessun provvedimento di sequestro dei centri, violati i diritti della difesa”. Come ha preso il via l’inchiesta e il ruolo di Adm (1)

ROMA – “Non esiste un provvedimento di sequestro preventivo dei centri Stanleybet di tutta Italia. Al momento, Stanleybet ha appreso l’esistenza di provvedimenti, di indagini, di relazioni di Adm solo dalle diverse testate giornalistiche che riportano un comunicato diffuso ai giornalisti ancor prima di essere notificato alla parte indagata e consentirne i rimedi giurisdizionali”. E’ quanto dichiara Daniela Agnello, legale di Stanleybet, precisando il contenuto gli articoli sull’inchiesta della Procura di Catanzaro, emersa venerdì pomeriggio. La società di scommesse, spiega la Agnello in una nota stampa, continua a manifestare “un profondo stupore per non aver avuto ancora la notifica e la diretta conoscenza del provvedimento. Tale ritardo non consente l’avvio delle impugnazioni previste dalla legge con violazione del diritto di difesa”. Inoltre, la società esprime “un immenso disorientamento per un decreto emesso dal Gip di Catanzaro, che non tiene conto del “caso Stanleybet” “sanato dalla giurisprudenza” quale “eccezione alla regola con attività lecita e regolare”, come definito dalle sentenze emesse negli ultimi vent’anni, in sede penale e amministrativa. E come statuito dai plurimi provvedimenti anche dei giudici di Catanzaro (Ufficio Gip, tribunale del riesame, Tribunale monocratico, Corte di Appello) che sono già intervenuti anche recentemente in materia, dissequestrando i centri per disapplicazione della sanzione penale e prevalenza dei principi eurounitari o assolvendo i titolari perché il fatto non sussiste”.
(segue)

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