Pubblicato il 11/06/2022 alle 00:00
C’è già chi – in qualche procura del Regno – ha messo in ghiacciaia la bottiglia di champagne e preparato una sfilza di comunicati stampa trionfalistici da inviare alla folta schiera di giornali amici non appena arriveranno i primi exit-poll sul referendum di domenica.
È l’esercito di chi si illude che un’eventuale sconfitta del Sì possa dare nuovo smalto e slancio a una magistratura travolta dal caso Palamara e ammaccata dal clamoroso flop dello sciopero del 16 maggio scorso.
Per questo i procuratori più in vista sono così loquaci, perché vedono una luce in fondo al tunnel.
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